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Libri
Alberto De Luca, Alessandro Bampo – Ipsoa 2009
Il concetto di Stabile Organizzazione è fondamentale per la definizione della territorialità dei redditi d’impresa, e interessa le c.d. branch o diramazioni delle imprese multinazionali. Il presente volume si propone di analizzare l’istituto fiscale in questione attraverso una disamina che parte dalla definizione stessa di Stabile Organizzazione, così come formulata dall’articolo 5 del “Modello Convenzionale” OCSE, per giungere alla definizione domestica della stessa, così come prevista dall’art. 162 del nuovo TUIR. L’analisi comprende una accurata disamina della Stabile Organizzazione anche ai fini Iva. Nel volume, viene dato ampio spazio agli adempimenti, sia contabili che fiscali, legati alla presenza della s.o. sia in Italia che all’estero, affrontando anche il delicato tema delle criticità connesse alla delocalizzazione per il tramite della stessa. Completa l’opera una ampia casistica che offre spunti e soluzioni pratiche, nonché l’analisi della prassi più rilevante.
Sommario degli argomenti trattati:
CAPITOLO 1
PER CAPIRE LA STABILE ORGANIZZAZIONE
1. Capire la “stabile organizzazione”
2. Glossario
2.1 Tassazione dei residenti per redditi prodotti all’estero
2.2 Tassazione dei non residenti per i redditi prodotti in Italia
2.3 Reddito complessivo conseguito dalle società ed enti non residenti
2.4 Conseguenze derivanti dalla configurazione di una stabile orgnizzazione
2.5 Definizione di stabile organizzazione nel Modello OCSE
2.6 Definizione di stabile organizzazione nella normativa interna (le differenze rispetto al Modello OCSE sono appositamente evidenziate)
2.7 Rapporti tra norme convenzionali (in specie Trattati contro le doppie imposizioni ) e norma interna
2.8 La stabile organizzazione nell'IVA: funzione alternativa di tale nozione rispetto alla stabile organizzazione in materia di imposte sui redditi
2.9 Definizioni in ambito civilistico: la sede secondaria
2.10 Elementi di distinzione tra sede secondaria, unità locale ed ufficio di rappresentanza
2.11 Filiale e succursale
3. Definizione di stabile organizzazione - gli aspetti definitori in termini generali.
4. Il concetto di stabile organizzazione a fini civilistici e differenze con la norma fiscale
5. L’evoluzione della definizione di stabile organizzazione in ambito domestico
5.1 L’evoluzione del concetto di stabile organizzazione
CAPITOLO 2
IL MODELLO OCSE ED IL MODELLO ONU
1. Il modello OCSE
2. L’articolo 5
2.1 Il paragrafo 1 dell’art. 5
2.2 Il paragrafo 2 dell’art. 5 - le ipotesi positive
2.3 Il paragrafo 3 dell’art. 5 - Il cantiere
2.4 Il paragrafo 4 dell’art. 5 - Le ipotesi negative
2.5 Il paragrafo 5 dell’art. 5 – La stabile organizzazione “personale”
2.6 Il paragrafo 6 dell’art. 5 – L’agente indipendente
2.7 Il paragrafo 7 dell’art. 5 – Il rapporto partecipativo
2.8. Recenti proposte di modifica al commentario Ocse in tema di Stabile organizzazione
3. Il Modello di convenzione ONU
CAPITOLO 3
L’EVOLUZIONE DELLA “STABILE ORGANIZZAZIONE” IN ITALIA
1. L’evoluzione del concetto di “stabile organizzazione” dalla riforma tributaria degli anni Settanta al D.P.R. del 22 dicembre 1986, n. 917
SECONDA PARTE
CAPITOLO 4
LA DEFINIZIONE DI STABILE ORGANIZZAZIONE NEL TESTO UNICO
1. Introduzione
2. Ambito di applicazione della norma
3. Gli elementi fondamentali
4. Le ipotesi positive
4.1 Il cantiere
5. Le ipotesi negative
5.1 L’attività preparatoria e ausiliaria
5.2 La natura preparatoria o ausiliaria delle attività incluse nella negative list
5.3 Le attività svolte mediante un deposito doganale
5.4 Immagazzinamento, esposizione e consegna di beni appartenenti all’impresa
5.5 Lavorazione sui beni (o merci) dell’impresa condotto presso i locali di altro soggetto
6. Il commercio elettronico
6.1 Alcune considerazioni critiche
7. La stabile organizzazione personale
7.1 L’agente indipendente
8. Le regole per il settore marittimo
9. Configurabilità della società controllata quale stabile organizzazione della controllante
CAPITOLO 5
LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA
1. La definizione di stabile organizzazione ai fini Iva
1.1 La necessaria presenza del fattore umano
1.2 La rilevanza Iva delle operazioni
2. La soggettività passiva
2.1 Le prestazioni di servizio tra stabile organizzazione e casa madre
2.2 Eventuali profili elusivi discendenti dall’irrilevanza dei rapporti ai fini Iva tra S.O. e casa madre
2.3 Adempimenti ai fini Iva cui è tenuta la stabile organizzazione
2.4 Prestazioni Iva effettuate da soggetto non residente con branch in Italia, non poste in essere per il tramite della branch stessa, ed utilizzo dell’istituto della compensazione tra tributi
2.5 Le operazioni effettuate nel territorio dello stato da soggetti non residenti privi di stabile organizzazione
3. La stabile organizzazione ed il rappresentante fiscale
4. La giurisprudenza comunitaria
CAPITOLO 6
GLI ASPETTI “PATOLOGICI” DELLA STABILE ORGANIZZAZIONE
1. Gli aspetti “patologici”: la c.d. “stabile organizzazione occulta”
1.1 In via di premessa: quali conseguenze fiscali nascono dalla configurabilità di una Stabile organizzazione “occulta”?
2. Cosa dice la Cassazione in tema di PE occulta ed imposte sui redditi
3. Cassazione in tema di Stabile organizzazione ai fini Iva
4. Il Caso Philip Morris e conseguenti modifiche al commentario OCSE sub art. 5
5. Considerazioni in linea generale sulle sentenze della Cassazione
6. Sentenza della Commissione tributaria regionale del veneto (sentenza 30.3.2006 (depositata il 20.4.2006) n. 17/14/2006) – negativa per il contribuente
7. Ctp di Udine, sentenza n. 91/01/2007 del 14 marzo 2008 – negativa per il contribuente
8. Sentenza della Commissione tributaria provinciale di Rimini (sent. n. 26 del 25 febbraio 2008 (dep. il 12 marzo 2008) – positiva per il contribuente
9. Sentenza della Commissione tributaria regionale di Bolzano (sent. n. 22/2/2008 del 08 ottobre 2008 (dep. il 24 ottobre 2008)– positiva per il contribuente
10. Attività di direzione e coordinamento nell’indipendenza giuridica ed economica delle subsidiary rispetto alla stabile organizzazione
Casi particolari
CAPITOLO 7
GLI ASPETTI OPERATIVI RELATIVI ALLA STABILE ORGANIZZAZIONE GLI ADEMPIMENTI CONTABILI E FISCALI
1. Premessa - le motivazioni extra fiscali per l’apertura di una stabile organizzazione estera ed adempimenti connessi
1.1 Criticità connesse alla delocalizzazione attraverso una stabile
1.2 Gli adempimenti contabili
1.3 Il recepimento in Italia della contabilità della stabile estera
1.4 I metodi di separazione dei risultati reddituali
1.5 La determinazione del reddito imponibile della stabile
1.6 I criteri di determinazione del reddito della stabile organizzazione
2. Rapporto OCSE sull’attribuzione dei profitti a una stabile organizzazione
3. La c.d. “forza di attrazione” della stabile
4. La c.d. “forza di attrazione” della stabile organizzazione nel Modello OCSE
5 La determinazione del reddito della branch secondo la normativa domestica
6 I prezzi di trasferimento
CAPITOLO 8
LE STABILI ORGANIZZAZIONI ALL’ESTERO ED IL CREDITO DI IMPOSTA
1. Premessa: stabile Organizzazione e credito d’imposta estero
2. Il credito d’imposta ed i soggetti residenti in Italia aventi stabile organizzazione all’estero
2.1 Il credito di imposta sui redditi esteri
2.2 L’articolo 165 del Tuir
3. Il previgente art.15 del Dpr 917/86
3.1 Il nuovo calcolo della detrazione del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero
4. Ambiti di applicazione della norma soggettivo ed oggettivo
5. Il riporto del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero
6. Imposte assolte all’estero a titolo definitivo
CAPITOLO 9
LE STABILI ORGANIZZAZIONI NELLA PIANIFICAZIONE TRIBUTARIA
1. Confronto tra investimenti all’estero tramite subsidiary o branch
1.1 Stabile organizzazione all’estero
2. Società controllata di diritto estero
3. Confronto tra “branch” e controllata
4. Subsidiary o branch: vantaggi e svantaggi
5. Trasformazione della branch in subsidiary estera ed eventuali profili elusivi
6. Forme alternative alla branch ed alla subsidiary per investimenti all’estero
TERZA PARTE
CAPITOLO 10
LE CONVENZIONI CONTRO LE DOPPIE IMPOSIZIONI
1. Introduzione 223
2. Le Convenzioni stipulate dall’Italia
PRASSI ITALIANA
Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 12-02-2008, n. 42/E
Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 28-05-2007, n. 119/E
Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 09-03-2007, n. 41/E
Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 16-06-2006, n. 81/E
Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 01-06-2005, n. 69/E
Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 15-02-2005, n. 18/E
Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 09-01-2002, n. 4/E
Risoluzione Min. Fin. Dip. Ent. Dir. Centr. Affari giuridici e contenzioso tributario 23-03-1999, n. 52/E/1999/23447
Risoluzione Min. Fin. Dip. Ent. Dir. Centr. Affari giuridici e contenzioso tributario 11-12-1995, n. 282/E/VII-14-118
Risoluzione Min. Fin. Dir. Gen. Tasse e Imposte indirette sugli affari 07-12-1991, n. 501504
Risoluzione Min. Fin. Dir. Gen. Imposte dirette 01-02-1983, n. 9/2398
DOCUMENTI
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